Moti immoti
Caro M.,
tra gli auguri i tuoi sono stati i più sentiti. Nonostante l’oceano a dividerci, nonostante ci si senta poco, nonostante tu ti stia facendo una vita lì ed io una qua, c’è qualcosa che ci lega e che credo sia indissolubile. Ed è un qualcosa di cui ne vado fiero (non l’ho mai nascosto del resto).
Ha ragione tu, il tempo passa così velocemente che pare esser fuori controllo. Tuttavia, anni addietro, la sensazione era quella che il tempo scivolasse tra le dita (come quando raccogli della sabbia e questa lentamente ti scivola dalle mani) mentre ora pare mancare, non essercene mai abbastanza. E’ una percettibile differenza forse mutuata dal fatto che l’adolescenza è ormai terminata e la vita adulta ha iniziato a fare capolino accompagnata dall’incedere delle responsabilità e delle concretezze. O forse perché solo ora sto iniziando ad essere consapevole del mio posto senza aspettare il tutto venirmi incontro.
Non so.
E’ un po’ di tempo che il mio più grande assillo è il futuro. Penso poco al passato se non per corroborarmi coi ricordi che alle volte si fanno talmente pressanti da indurmi un sentimento nostalgico. Dicevo: il futuro. Lo guardo con estrema deferenza e un po’ di timore. Non ho ancora capito il modo per dominarlo e più passa il tempo più mi sento ristretto tra la morsa dell’affabile compiacenza di un futuro dominante e la fatica di uno dominato. Come forse è emerso in qualche nostra discussione credo poco al destino. Gli eventi sono una casualità, nessuno li guida. Ma noi possiamo indirizzarne il percorso (sono consapevole che questo pensiero rispecchia il mio non credere in qualcosa al quale tu, al contrario, credi fermamente).
Oggi è il tuo compleanno: due giorni dopo il mio. Praticamente ci hanno uniti dalla nascita. I ricordi che hai riportato nella tua lettera mi hanno strappato una lacrima. Prima il motorino, le partite a basket, le superiori, l’università. Ed ora la casa, la famiglia, il lavoro.
Ora. Non poi. Ora.
Ebbene, non so ancora che ne sarà di noi, di me, di te, delle persone che vivono attorno a noi. C’è una cosa però che mi hai sempre insegnato senza mai dirmela, un insegnamento implicito nelle tue azioni. Prova tutto o almeno prova più che puoi. Soltanto così potrai avere il coraggio e la determinazione di fare una scelta. E’ un’ovvietà, ne sono consapevole, ma non è semplice. Fidati, non è semplice. Ci sto, lentamente, provando. E ho bisogno di tempo.
Un abbraccio, R.